Ginnastica Posturale - MBOsteopatia

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GINNASTICA POSTURALE

La postura del paziente rappresenta un dato esenziale durante lo "screening osteopatico"
(valutazione del paziente durante la prima visita).

In effetti, molti dei sintomi che egli avverte provengono da conseguenze posturali.

Una volta individuata la causa principale del malessere, il trattamento osteopatico mira, diretta o indirettamente, a risolvere tali problematiche. Nonostante, in casi di netta origine posturale, il trattamento osteopatico non basta, dato che è in grado di alleviare il sintomo ma non in maniera duratura. In tale caso, spetta all'osteopata rende consapevole al paziente di tali tendenze posturali sbalgiate.

E' qui dove la ginnastica posturale è un'otima alternativa coadiuvante dopo la medicina osteopatica.

Obbiettivi
Con una programma di incontri "one to one", per via di esercizi focalizzati, seguiti da esercizi sempre più complessi, si invita al paziente a:

Sviluppare una maggiore propriocezione del corpo.
Imparare o migliorare i diversi schemi motori.
Imparare a reclutare o inibire, in maniera volontaria, catene muscolari precise per riprendere movimenti mancanti o "viziati".
Sviluppare valenze essenziali quali forza, flessibilità, precisione e controllo.

Postura
È l'adattamento personalizzato di ogni individuo all'ambiente fisico, psichico ed emozionale; in altre parole, è il modo con cui reagiamo alla forza di gravità e comunichiamo.
 
Equilibrio
È garantito da importanti meccanismi fisiologici ai quali contribuiscono principalmente, oltre alla corteccia cerebrale, le funzioni vestibolari (labirinto), del cervelletto, della formazione reticolare, dei recettori visivi e, in minor misura, uditivi, degli esterocettori di tatto e pressione (della pianta dei piedi in particolare) e dei propriocettori di capsule articolari, tendini, muscoli e visceri (enterocettori). Inoltre, studi recenti sembrano confermare che un ruolo importante possano averlo anche i barocettori renali.

Errori posturali
Gli errori posturali, anche modesti, col passare del tempo, sono in grado di causare disagi che, con il tempo, possono diventare patologie:

Sovraccarichi con conseguente degenerazione articolare (artrosi, meniscopatie ecc.),
Irrigidimenti e degenerazioni dei tessuti elastici (tendinopatie, miopatie ecc.),
Intrappolamento dei nervi,
Blocchi respiratori,
Disturbi digestivi,
Cattiva circolazione,
Problemi di equilibrio, ecc.

Qualunque causa in grado di modificare l'equilibrio, dovunque posta lungo l'asse cefalo-podalico, avrà riflessi immediati, trasmessi per via ascendente o discendente lungo le catene muscolari, su tutti gli altri segmenti corporei, modificandoli con rotazioni e/o traslazioni di compenso. Avrà in risposta un atteggiamento di compenso che si spalmerà in senso centrifugo, dal punto di applicazione della forza verso i distretti corporei circostanti, fino a interessare l'intero organismo. Tale risposta, durante il suo percorso, dividendosi in una serie di sistemi e sottosistemi di compenso, lascerà il segno, positivo o meno, della propria azione nelle varie regioni corporee.

Avviene così una riprogrammazione del sistema posturale e dell'equilibrio che comporta modifiche delle principali vie afferenti, sia fisiologiche sia, dopo un certo periodo di tempo, perfino anatomiche.

Questo fenomeno viene definito engramma motorio e rappresenta l'insieme delle esperienze motorie memorizzate dall'individuo come programmazione attivante il sistema feed-forward (anticipatorio) responsabile dell'attivazione neuro-motoria diretta. Quanto più ripeteremo, in maniera cosciente o inconscia, tali gesti motori programmati, tanto più rinforzeremo, al pari di un condizionamento neuroassociativo, quell'engramma motorio.

In base alla forza scatenante, la dinamica motoria risultante potrà essere in ambito fisiologico o fuori di esso. In quest'ultimo caso, là dove il sistema non è in grado di ammortizzare la spinta compensatoria, può nel tempo insorgere o annidarsi la patologia.
 
Dati curiosi
"Il terreno piano è un'invenzione degli architetti. E' adatto per le macchine, non per i bisogni umani (...) Se l'uomo moderno è costretto a camminare sulla superficie piatta dell'asfalto e dei pavimenti (...) viene alienato dal suo contatto naturale e primordiale con la terra. Una parte cruciale del suo essere si atrofizza e le conseguenze sono catastrofiche per la sua psiche, per il suo equilibrio e per il benessere della sua intera persona" Friedensreich Hundertwasser (architetto, pittore e filosofo viennese), 1991.
 
L'uomo è l'unico mammifero ad aver conquistato il bipodalismo; condizione questa che gli ha permesso il primato fra gli esseri viventi: la migrazione, infatti, dei muscoli masticatori in direzione caudale, ha reso possibile l'espansione cranica (non più imbrigliata dalla muscolatura masticatoria), quindi lo sviluppo della corteccia cerebrale.
 
A 4 mesi, dopo quella assisa, il lattante assume la posizione eretta.
 
A circa 12 mesi, di vita si ha il passaggio graduale al bipodalismo. La formazione e l'accrescimento del sistema muscolo-scheletrico sono perlopiù il risultato della complessa e personale azione antigravitazionale dell'individuo.
 
A circa 6 anni, per ottenere una postura stabile, a differenza di tutti gli altri Mammiferi quadrupedi, che stanno in piedi e camminano in modo corretto poco tempo dopo la nascita.

• A 5-6 anni, si formano e stabilizzano le curve vertebrali e ciò avviene grazie alla maturazione estero-propriocettiva del ppiede, ovvero, il primo responsabile delle modificazioni delle curve vertebrali in posizione eretta. La fisiologica lordosi lombare si forma e si stabilizza a partire dalla formazione di una fisiologica e stabile volta plantare che libera il tronco cefalico da uno stato di ipertonicità, determinando così anche la cifosi dorsale e la lordosi cervicale.
 
A circa 11 anni avviene il completo sviluppo della funzione posturale (sistema tonico posturale) e resta poi stabile sino a circa 65 anni.

• Gli esterocettori cutanei e i propriocettori del piede, quale unico punto fisso di relazione del nostro sistema dell'equilibrio con l'ambiente esterno, rivestono un'enorme importanza nella determinazione della postura, quindi del nostro sviluppo muscolo-scheletrico.
 
Il nostro organismo funziona come un sistema cibernetico ovvero un sistema in grado di autoregolarsi, autoadattarsi e autoprogrammarsi. Egli, in base alle informazioni ricevute, istante per istante, dall'ambiente esterno e interno, cerca la maniera più efficiente di ottenere l'omeostasi (condizione di equilibrio dinamico dell'organismo).
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